SETTEMBRE 2021

INNOVAZIONE E’ OPPORTUNITA’.

MA SERVE ANCHE LA RETE GIUSTA.

L’accento lo aggiungiamo noi. Il titolo del convegno è stato “Innovazione e Opportunità per le PMI”, ma la prima risultante dell’evento è che fare innovazione è già di per se stessa creazione di opportunità, di sviluppo e di crescita. Questa mattina, nella Sala Consiliare del Comune di Collegno, il Mesap (partner di sviluppo e cooperazione per le aziende) e il CDT (Club Dirigenti Tecnici) hanno radunato aziende e rappresentanti delle istituzioni, associazioni e mondi accademici per riflettere proprio sulla… “opportunità” (intesa sì come possibilità, ma soprattutto come “necessità”) di creare innovazione. E di non farlo da soli, divisi per compartimenti stagni. Anche LMA ha relazionato sull’importanza di un collegamento reale, consapevole tra imprese, politica, atenei e corporazioni di settore: competenza, sinergie, talento giovanile e cooperazione tra le tematiche maggiormente analizzate nella tavola rotonda che è seguita al dibattito.

Con la moderazione della giornalista de “Il Sole 24 Ore” Filomena Greco, l’evento ha prima visto esporre le visioni delle istituzioni, dal sindaco di Collegno, all’assessore regionale Andrea Tronzano, al vicesindaco e assessore Garruto, fino all’intervento del Presidente del CDT Errichiello. Hanno anche esposto il dott. Carbonato, CEO di Prima Industrie, SCANU del CDT, la vicerettrice del Politecnico di Torino Giuliana Mattiazzo e i rappresentanti di Liftt, di Digital Innovation Hub Piemonte e naturalmente di Mesap.

Le testimonianze in rappresentanza delle imprese del territorio sono arrivate, oltreché dal nostro General Manager Fulvio Boscolo, anche da Cristina Tumiatti (SEA Marconi), Luca Cotterchio (Ascot) e Giuseppe Miretti (MECT).

 

Ecco, in sintesi, i passi salienti dell’intervento di Fulvio Boscolo LMA, unitamente a tutti gli altri interventi, sia durante il dibattito, sia durante la tavola rotonda susseguente:

° è fondamentale un rapporto stretto tra imprese e istituzioni: le imprese devono avere il coraggio di “scendere in campo”, ovvero andare ad individuare le reali necessità della società e dei territori, sapendo poi amalgamarle con le esigenze di mercato; le istituzioni devono sostenere questo “coraggio” con adeguate azioni, decisioni, interventi, soprattutto in favore delle PMI, spesso meno dotate di risorse rispetto alle grandi imprese, ma tuttavia sempre volitive e desiderose di innovare e crescere;

° l’innovazione delle PMI, con particolare vantaggio anche per le comunità locali e circostanti, può passare attraverso diverse attivazioni o ambiti: fonti energetiche, gestione dei rifiuti, welfare sostenibile in favore delle risorse umane, progetti congiunti con mondi accademici, sana gestione delle pari opportunità (che non è solo una questione etica, ma ha anche risvolti di carattere economico)… In particolar modo, l’innovazione secondo LMA è attivabile con investimenti in ricerca e sviluppo, preliminarmente anticipati da attente analisi di mercato: si può generare del profitto anche portando del bene comune, ma soltanto se l’attività innovativa e industriale non è autoreferenziale. L’eccellenza produttiva deve sempre accompagnarsi alla sostenibilità dell’impresa (che comprende anche un aspetto di cura del mondo, del pianeta, del territorio, della società). Seguendo questo processo di Governance, i valori aggiunti di una produzione industriale sono facilmente intuibili (e ormai anche misurabili): incremento delle competenze, maggiori sinergie, maggior spazio per i giovani talenti (già accademicamente proiettati al futuro) e cura delle risorse umane, complementarità tra imprese (soprattutto tra PMI), sempre maggior accessibilità a bandi e fondi;

° le imprese devono imparare a cooperare, a creare reti solide; al contempo, le istituzioni devono saper coordinare questi processi, incentivarli, e poi andare a dialogare, per poi riportare ai vari tavoli della politica le giuste istanze. Le istituzioni devono comprendere le dinamiche imprenditoriali; le imprese devono esprimere con precisione e spirito costruttivo le proprie visioni e le proprie intenzioni. A convegni come quello di oggi, è utile che ciascuno faccia conoscere un po’ di se stesso, ma ancor più necessario è che tutti si siedano alla tavola rotonda con l’intento di ascoltare le istanze altrui.

° Relativamente a bandi, PNRR e fondi, è necessario chiarire che soprattutto le piccole imprese fanno molta fatica a superare una burocrazia assai impegnativa e, quindi, direttamente o indirettamente, sono sempre più favorite quelle grandi aziende che poi sfruttano la loro posizione privilegiata sul mercato, spesso per interessi assolutamente non condivisi. In questa dinamica, è assai determinante l’intervento dei vari Competence Center: certe risorse economiche e finanziarie devono risultare più accessibili e, ove questo non avviene, le aggregazioni di settore devono sostenere gli sforzi delle PMI;

° l’innovazione è fattibile dopo aver strutturato processi, dopo aver formato e curato risorse umane, dopo aver conseguito anche quelle certificazioni che possano ufficializzare una vision, una condizione operativa, un obiettivo. Anche le diversificazioni di mercato sono sintomo di innovazione: l’apertura al mondo (e ai suoi bisogni) determina la capacità di investire su nuovi progetti e nuovi mercati. E questo favorisce il territorio, oltreché l’azienda stessa, con un circolo virtuoso che investe anche le sfere dell’inclusione, dell’integrazione, delle pari opportunità, della sostenibilità e della responsabilità sociale d’impresa;

° le istituzioni invitano le PMI a prendere sempre più in considerazione la possibilità di aggregazioni d’impresa, perché, così facendo, ciascuna PMI sarà un po’ meno piccola e quindi meno vulnerabile o più libera di osare nuove iniziative industriali;

° è alta la sensibilizzazione verso i criteri e le attivazioni di internazionalizzazione, ma in questo processo non bisogna mai scordare che le PMI hanno ancora poco potere di negoziazione;

° gli investimenti decisi dalla politica, soprattutto in ambito Aerospace, e soprattutto per Torino e il suo hinterland sono tanti: ora si tratta di creare un collegamento efficace tra il mondo imprenditoriale e questi nuovi hub tecnologici che andranno a cambiare il volto del nostro territorio; questa prospettiva di nuovo futuro per l’area torinese si va ad inserire in una ricerca che vede ancora il Piemonte tra le regioni che meno sta vedendo crescere le proprie imprese. Questo è il campo in cui, tutti assieme e ciascuno col proprio ruolo, bisogna scendere per vincere la partita del domani.

 

Eventi come quello odierno dimostrano che la Cultura d’Impresa inizia dal dialogo e dal confronto.
E continua attraverso un sano coraggio imprenditoriale e un adeguato supporto delle istituzioni e degli enti di settore.